Alpino Domenico Marcolongo 53 anni senza dimenticare
Caporal Maggiore vittima di una valanga il 12 febbraio 1972
Trovarsi di fronte un fratello che chiedeva di ricordare su Il Sentiero il suo fratello più giovane a 53 anni di distanza dalla valanga che gli tolse la vita durante una marcia alpina, ha toccato gli animi della nuova gestione del nostro periodico. «Vuoi scrivere qualcosa tu per ricordarlo e per onorare l’impegno di chi ne celebra la memoria a oltre 50 anni dalla morte?» è stato l’invito. Una richiesta che non si poteva non accogliere.
Il 12 febbraio 1972 il caporalmaggiore ventunenne lupatotino Domenico Marcolongo e con lui altri sei giovani alpini rimasero vittime di una valanga di neve nei pressi della baita Villalta sopra Malles in Val Venosta. Domenico Marcolongo, da poco diplomato elettrotecnico e con un probabile futuro da calciatore professionista era partito da San Giovanni Lupatoto nel settembre del 1971 per fare il militare. Dopo il corso sottufficiali alla Scuola Militare di Aosta, era stato assegnato al battaglione Tirano del Quinto Reggimento Alpini con sede a Malles.
La notte fra l’11 e il 12 febbraio, mentre il suo reparto era al campo invernale, aveva nevicato molto e l’ufficiale che comandava la compagnia non doveva imprudentemente inerpicarsi in quello stretto sentiero fra due montagne cariche di neve con pendenze del 40 per cento. La compagnia del 5° Reggimento alpini lasciò la malga Villalta dove aveva pernottato, salendo la stretta valle che unisce la val Zerzer e val Slingia. Non erano state percorse che poche poche centinaia di metri quando, intorno alle 5 e un quarto, il gruppo fu investito dalla valanga. Era talmente buio che i primi alpini della colonna che già avevano attraversato quel tratto non si accorsero subito che i loro compagni che li seguivano erano stati travolti. Fu una tremenda tragedia, furono in molti ad essere sepolti dalla neve e sette di loro vennero estratti senza vita. Tra loro il caporalmaggiore Domenico Marcolongo e insieme a un alpino trentino, uno bellunese e quattro lombardi.
Ai funerali svoltisi a San Giovanni Lupatoto parteciparono, oltre alla famiglia, le massime autorità, a cominciare dal sindaco, al tempo l’alpino Pierluigi Bonamini, gli amici, i conoscenti ma anche svariate centinaia di altri lupatotini. A Marcolongo è dedicato il piazzale esterno della baita di via Monte Pastello.
Renzo Gastaldo