Ca’ del Bue: il Comitato scrive al sindaco
“È in gioco il futuro della salute dei cittadini”
Chiede due risposte il Comitato NO Ca’ del Bue al sindaco Gastaldello in merito alla mancata impugnazione da parte del Comune del provvedimento che autorizza la realizzazione del digestore e dell’essiccatore a Ca’ del Bue. Le domande sono queste: a) se è stato tempestivamente inoltrato al legale incaricato il provvedimento di rinnovo Aia e, in caso contrario, le motivazioni e le eventuali responsabilità di tale mancato inoltro, b) – se il legale incaricato, posto a conoscenza del rinnovo Aia, ha dato indicazioni sull’impugnazione dell’atto.
«Quello che è accaduto, per gli effetti che può avere sul futuro della salute dei lupatotini e dell’ambiente della nostra cittadina, è estremamente grave. La mancata impugnazione da parte del nostro Comune del provvedimento di rinnovo dell’Aia (anno 2022), che autorizza sotto il profilo ambientale l’impianto di biometano di Ca’ del Bue (come risulta in modo inequivocabile dalla recente sentenza del Consiglio di Stato), ha costituito il motivo principale che ha determinato la soccombenza nella causa proposta dal Comune stesso» afferma il Comitato nella sua lettera aperta indirizzata al sindaco. «Va posto in evidenza come, a fronte delle potenzialità inquinanti di un impianto che immette in atmosfera – tramite due camini – 116.000 mc./ora di aria inquinata derivante dall’essiccazione di rifiuti urbani umidi, con un potenziale forte impatto odorigeno e un incremento delle polveri sottili, si è omesso nelle more del giudizio in corso – incredibile!- di impugnare l’atto fondamentale (Aia) sotto il profilo ambientale su cui si regge l’intero procedimento. Tale omissione, eccepita puntualmente e fatta valere dai legali dell’Agsm, è stato il motivo basilare che ha determinato la sconfitta in sede di ricorso» sottolinea il portavoce del comitato Paolo Pasqualini (nella foto).
Dalla digestione anaerobica San Giovanni Lupatoto teme, motivatamente (il pericolo è stato segnalato a suo tempo anche dalla Direzione Ambiente della Regione), che fuoriesca acido solfidrico, ovvero puzza di uova marce, che si riverserebbe sull’abitato e sulla zona produttiva lupatotini. L’essiccatore genera inoltre un volume di 116mila meri cubi all’ora di aria e polveri provenienti dalla fase di essiccazione della poltiglia lavorata. I venti prevalenti che spirano da nordest verso sudovest trasporteranno aria e polveri su San Giovanni Lupatoto, ma nello studio ambientale allegato da Agsm alla richiesta di variante presentata in Regione si dichiara che l’inquinamento prodotto dalle emissioni in atmosfera si fermerà al limite dell’impianto non interessando il territorio lupatotino.
Di qui la richiesta al Sindaco, quale massimo responsabile della salute dei lupatotini, “affinché faccia piena e doverosa chiarezza sulle responsabilità – e potenziali gravi conseguenze – della mancata impugnazione, fattore che non si può assolutamente definire “marginale”. Sulla tematica i consiglieri Simone Galeotto e Fabrizio Zerman hanno presentato una interpellanza urgente al sindaco.
R. Gas.