Sei protetto dall’elettrosmog l’inquinante invisibile?
Ecco una soluzione tecnologica per contrastarlo
Campi elettromagnetici anche deboli possono produrre numerosi effetti negativi sui sistemi biologici
Cellulari, smartphone, computer collegati in reti senza fili, antenne WI-FI, radar, ripetitori di radio, di televisione e di telefonia mobile, emettono pressoché dovunque (case, scuole, hotel, uffici, luoghi di ritrovo e perfino luoghi di cura ed ospedali) onde elettromagnetiche ad alta frequenza. Queste onde vanno a sommarsi a quelle dell’inquinamento elettromagnetico a bassa frequenza generate dagli elettrodotti, dalle reti elettriche e dagli elettrodomestici ed anche a quelle naturali generate dal gas radon e dalle reti magnetotelluriche.
Studi sempre più approfonditi hanno evidenziato che i campi elettromagnetici anche deboli possono produrre numerosi effetti negativi sui sistemi biologici (persone, animali e piante). Questo avviene perché gli esseri viventi funzionano non solo attraverso scambi biochimici ma anche attraverso l’invio di debolissimi segnali elettromagnetici che possono subire alterazioni in presenza di frequenze disturbanti esterne. L’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici può portare conseguenze anche serie al normale funzionamento del nostro sistema biologico con effetti che vanno da un maggiore stress ossidativo, ad una minore resistenza psicofisica, ad una minore capacità di concentrazione ed attenzione, a disturbi del sonno e ad altre patologie anche gravi. Tali effetti risultano ancora più marcati sui bambini.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) ha classificato già nel 2011 i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibile cancerogeno per l’Uomo” in classe 2B, smentendo che i campi elettromagnetici possano avere solo un effetto termico. Di fronte a tutto questo molte scuole stanno ritornando dalle connessioni Wi-Fi a quelle via cavo in fibra ottica. Negli anni ’90 è stato messo a punto nei laboratori dell’ex Olivetti di Ivrea (TO) dal tecnico Luciano Mion, un sistema dinamico di difesa da questo inquinante utilizzando proprio la tecnologia microelettronica RFID passiva. Il suo principio si basa sul fatto che un microchip, opportunamente programmato e caricato, può emettere, per un certo periodo di tempo ed entro un certo raggio di azione, a contatto con un campo elettromagnetico esterno che lo alimenta, una frequenza uguale ma di segno opposto a quelle alteranti per gli esseri viventi, neutralizzandole dinamicamente e riducendo in modo significativo i loro effetti negativi.
Questa sorprendente invenzione, che sfrutta il principio con cui si attivano ad esempio gli allarmi con le etichette antitaccheggio presenti sugli abiti nei negozi, permette alle persone di portare con sé un dispositivo che crea intorno a loro una sfera di protezione “ripulita” dall’inquinamento elettromagnetico con un beneficio psicofisico generalizzato ed una prevenzione dai suoi effetti negativi.
Tali dispositivi, perfezionati nel tempo grazie alla consulenza ed alla collaborazione di medici e ricercatori, servono ora non solo a tutelare le persone, ma, con un raggio d’azione standard che va fino a 200 metri e, su richiesta, anche fino ad alcuni chilometri, possono anche proteggere interi edifici (case, scuole, uffici, hotel, ospedali, luoghi di soggiorno e di cura) ed intere aree residenziali ed agricole. Essi sono utili per le aziende e per i privati come prevenzione semplice, efficace ed anche economica da questo inquinante ambientale invisibile.
Per ulteriori approfondimenti e per l’acquisto dei dispositivi visita il sito www.puritybiofrequency.com o contattaci al 347.2823806 (anche WhatsApp).
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