Operazione pulizie sul greto dell’Adige
Grazie agli scout Zevio 1 e Legambiente
Gruppo scout Zevio 1 e Circolo Legambiente Medio Adige (nella foto) hanno unito le forze per liberare il greto del grande fiume di casa nostra dai rifiuti disseminati da incivili che perseverano nello smaltire in spazi verdi, anziché portare il loro ciarpame nelle discariche comunali magari più comodamente raggiungibili. I benemeriti dell’ambiente zeviani, protagonisti di ricorrenti iniziative del genere, erano capitanati da Fausto Conti, Patrizia Sonato e da Giorgia Vesentini. Al gruppo si è aggiunto il curato dell’Unità pastorale zeviana, don Jacopo Campagnari, con alle spalle esperienze nello scoutismo. Sono stati riempiti un buon numero di sacchi con materiale plastico di ogni genere, raccolto tra gli argini all’altezza della località Giaron. «Si è trattato di plastiche depositate dalle piene in aree golenali, destinate ed arrivare al mare se non vengono raccolte prima», precisano Conti, Sonato e Vesentini, paventando la possibilità che finiscano nella pancia dei pesci sotto forma di microplastiche invisibili. E poi, per effetto della catena alimentare, nell’intestino degli umani.
Intanto il Circolo di Legambiente è impegnato a monitorare lo sviluppo lungo l’Adige della “Zucca matta” (Sycoius angulatus), specie di origine nordamericana che in Italia si sta diffondendo soprattutto in Pianura padana, risalendo i fiumi. Si tratta di una liana erbacea rampicante a ciclo annuale, con fusti in grado di raggiungere i 2-5 metri. Impressionante la rapidità di crescita della specie che prevale sulle autoctone: d’estate raggiunge i 2 metri in 3 settimane. Predilige temperature elevate e suoli con buona disponibilità idrica. Quindi i corsi d’acqua sono gli ambienti più vocati. La pianta di origine nordamericana infesta soprattutto saliceti e pioppeti formando dense ed estese coperture monospecie, impedendo la crescita di altri generi. Difficile controllare la diffusione della Zucca matta, considerata pianta che “non vale la pena coltivare” per le sue “non degne” caratteristiche. Qualche risultato si è raggiunto con metodi di lotta che abbinano la piantumazione di alberi a chioma densa con trattamenti fisici (sradicamento, sfalcio, erpicatura e altro del genere) e chimici (diserbo). Esemplari di Sycous angulatus a Zevio sono visibili all’altezza del campo sportivo intitolato alla medaglia d’oro al valor militare Leo Todeschini.
Piero Taddei



