Le note di Silvia Zanetti sotto la Statua della Libertà
La lupatotina ha suonato per il 250° dell’Indipendenza
Lo scorso luglio, Silvia Zanetti, pianista di origine lupatotina, si è esibita a New York, ai piedi della Statua della Libertà, per celebrare il 250° anniversario dell’indipendenza americana e lo storico legame tra Francia e Stati Uniti. Per la prima volta nella storia, la Statua della Libertà è infatti diventata uno straordinario palcoscenico, dove Silvia ha accompagnato al pianoforte “Liberty Lights”, lo spettacolo audiovisivo parte del celebre progetto “Monumental Tour” del dj e produttore francese Michael Canitrot e creato come omaggio da parte della Francia per gli Stati Uniti all’interno dell’iniziativa “Disney celebrates America”. L’evento è stato trasmesso da importanti realtà televisive internazionali, come ABC News, Disney Television Studios e France Télévisions, trasformando per una sera uno dei luoghi più iconici del mondo in uno scenario di luci, immagini e musica.
La Statua della Libertà è un luogo particolarmente adatto per raccontare la storia di Silvia: un simbolo universale di libertà, quella che Silvia ha scelto di vivere nel modo più personale, cercando la propria direzione e il proprio spazio nel mondo professionale della musica. Da bambina, ha iniziato a frequentare a San Giovanni Lupatoto il “Centro per L’Avviamento Musicale” (oggi “Polo Musicale Riccarda Castellani”), un luogo importante per la sua formazione, dove ha capito che il pianoforte sarebbe stato il suo compagno inseparabile. Ha proseguito gli studi al Conservatorio di Verona e, successivamente, all’École Normale de Musique de Paris “Alfred Cortot”, alla ricerca di nuovi stimoli ed esperienze artistiche. Da qualche anno Silvia vive e lavora proprio a Parigi, dove ha costruito la sua attività professionale come pianista e artista.
Il suo percorso non è stato quello, rassicurante, di una strada già tracciata. Ci sono stati anni di preparazione, studio, sacrifici, scelte coraggiose e la capacità di cercare il proprio spazio in un ambiente competitivo come quello musicale. Fare della propria passione un lavoro, soprattutto nel mondo della musica, significa spesso accettare di mettersi continuamente in gioco, significa partire, ricominciare, studiare ancora, cercare occasioni, affrontare difficoltà e imparare a non lasciarsi scoraggiare quando i risultati non arrivano subito.



