Pietro Franzoni atleta del King Rock

Pietro Franzoni verso la vetta

Last Updated: 10 Febbraio 2026

La scalata dell’atleta 15enne del King Rock

Classe 2010, veronese, e con una determinazione da vendere: Pietro Franzoni (nelle foto) è una delle promesse dell’arrampicata sportiva italiana, punta di diamante dell’Asd King Rock Climbing e del movimento scaligero. Cresciuto in una famiglia dove la roccia è di casa, Pietro ha ereditato la passione dal padre, Roberto, suo allenatore, che lo ha portato a scalare già a cinque anni. Da allora, la parete è diventata il suo terreno naturale. Tra i suoi modelli spicca il giapponese Sorato Anraku, argento alle Olimpiadi di Parigi 2024 nel Lead e nel Boulder e Michael Jordan. «Dell’arrampicata mi piace stare con i compagni di squadra e condividere esperienze – racconta Pietro – ma soprattutto amo la parte tecnica: è lì che riesco a esprimermi al meglio, scalando in modo controllato. Stiamo lavorando anche sulla parte fisica, per trovare il giusto equilibrio tra tecnica e forza».

Nel 2025 Franzoni, impegnato nella categoria Under 17, ha centrato la finale ai Campionati Europei e sfiorato quella dei Mondiali giovanili. Pietro è allenato dal padre, col quale ha un bel rapporto ma, come tutti gli adolescenti, a tratti conflittuale. «Qualche scontro capita – ammette Franzoni – perché a volte non siamo d’accordo su come affrontare un esercizio o una via, e questo può creare un po’ di tensione anche a casa. Ma c’è mia mamma che media, e in palestra abbiamo anche Luca Bertacco, l’altro allenatore, con cui riesco a essere più tranquillo». Affrontare competizioni internazionali, per un ragazzo di soli quindici anni, richiede soprattutto un grande equilibrio mentale. «Ho un mental coach che conosco da anni: con lui ho lavorato molto su paure e concentrazione. In gara cerco di isolarmi, di restare calmo e focalizzato, anche se non è sempre facile». Per il 15enne veronese il 2025 è stato il secondo anno in cui ha preso parte alle gare internazionali, vestendo la maglia azzurra. Tra i ricordi più belli della sua giovane carriera, c’è il terzo posto alla Coppa Europa Lead di Ostermundigen, in Svizzera. «Non pensavo di aver fatto così bene, la via era difficile. Poi il mio compagno mi ha detto che ero sul podio: è stato incredibile. Anche l’undicesimo posto ai Mondiali 2025 resta nel cuore».

Guardando al futuro, Pietro è realista ma non smette di sognare. «Mi piacerebbe che l’arrampicata diventasse un lavoro, anche se so che non è facile». La nuova stagione è già alle porte. «L’obiettivo è entrare in finale ai Mondiali e, nel lungo periodo, vincere la Coppa del Mondo. E magari, un giorno, partecipare alle Olimpiadi». Ambizioni alte, per un ragazzo con i piedi ben piantati per terra ma lo sguardo rivolto verso l’alto.

Gianluca Ruffino

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