Camaldolesa vive
Gesto concreto di solidarietà del gruppo di Zevio
Dalle vie di un piccolo paese veronese al reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Borgo Trento: il gruppo Camaldolesa (nella foto), noto per aver animato per anni l’omonimo quartiere di Zevio, non si è mai davvero spento. Oggi continua a vivere in una nuova forma, tra le corsie di un ospedale, con l’obiettivo di fare del bene. Non più attraverso risotti e serate di musica, ma con un gesto concreto a favore della comunità: il ricavato rimanente di anni di feste è stato devoluto al reparto che, nel 2021, ha salvato la vita a una delle fondatrici del gruppo, colpita dalla rottura di un aneurisma cerebrale. Un evento tanto improvviso quanto grave, che grazie alla competenza dell’équipe di Neurochirurgia di Borgo Trento, da situazione critica è oggi esempio di salvezza e rinascita.
Un’esperienza che ha segnato il gruppo, facendo nascere il desiderio di restituire, in forma concreta, il bene ricevuto. Nel corso degli anni, la Camaldolesa ha sempre rivolto uno sguardo attento al territorio, destinando parte del ricavato delle proprie iniziative a diversi progetti: dalla cura e dal costante mantenimento del parchetto del quartiere, alla costruzione del capitello di San Pio, luogo di ritrovo per il rosario recitato ogni maggio, nel mese dedicato alla Madonna. Non solo spazi pubblici: il gruppo ha anche sostenuto concretamente varie realtà locali, contribuendo alle spese della scuola materna Meneghini, della Caritas e della Casa di Spiazzi. Un impegno costante che ha permesso alla Camaldolesa di vivere ben oltre il semplice momento di festa. Ed è proprio questo spirito che ha guidato la donazione finale: il ricavato rimasto dalle serate “in giallo” è stato devoluto al reparto di Neurochirurgia di Borgo Trento, trasformando la gratitudine in un gesto concreto a favore della salute e della prevenzione, che continuerà a beneficiare l’intera comunità veronese.
A tutti coloro che negli anni hanno partecipato e contribuito a queste feste va un grazie sincero e profondo: la vostra presenza è parte integrante di questo gesto e del bene che continuerà a generare. Perché, in fondo, tutte le cose belle prima o poi finiscono, ma ciò che conta è saper trasformare ogni fine in un’occasione di crescita, rendendo i ricordi qualcosa che continua a vivere nel tempo.
Renato Bochese, il Presidente



