Parco del Pontoncello in stato di degrado
Sentieri impraticabili a causa dell’erba alta e da alberi caduti
Riceviamo e pubblichiamo.
A quasi 13 anni dall’inaugurazione del Parco del Pontoncello, un’oasi naturale di 530.000 metri quadri che si sviluppa lungo il fiume Adige a cavallo tra San Martino, Zevio e San Giovanni Lupatoto, la porzione che ricade sotto quest’ultimo Comune versa da tempo in uno stato di degrado vergognoso. Tanto più se si pensa che a suo tempo la Regione Veneto aveva versato 400.000 euro al fine di tenere alto il livello di manutenzione dell’area e valorizzare la flora e la fauna esistenti, accrescere la fruibilità del parco e dar vita così a varie attività di promozione. Un’area peraltro in stretto collegamento con la ciclopista delle Risorgive che arriva fino a Valeggio sul Mincio e con Verona grazie alla passerella sulla diga.
La situazione, come viene spesso denunciato dai fruitori della zona, è sotto gli occhi di tutti: sentieri impraticabili a causa dell’erba alta oltre un metro e da alberi caduti, panchine non più usufruibili, impossibilità di svolgere l’attività di birdwatching e di usufruire peraltro del sentiero del lupo riservato alle persone con disabilità. Non si hanno poi più notizie del comitato per la gestione del parco che era a suo tempo presieduto da Roberto Facci, per cui chiediamo al sindaco di convocare urgentemente la consulta per l’ambiente per affrontare la questione e portare quindi l’argomento all’attenzione del consiglio comunale, coinvolgendo altresì anche gli altri due Comuni interessati. (Nella foto, Mattia Stoppato al Parco del Pontoncello)
Mattia Stoppato, Commissario di Sezione Lega



