La Giselda e il suo campetto
Come eravamo, a cura di Facebook Sghie e Franco Piola
Rubrica in collaborazione con la pagina Facebook Sghie e Franco Piola di VideoFutura, noto videomaker che per oltre quarant’anni ha ripreso San Giovanni Lupatoto e la vita dei lupatotini.
Il campetto della Giselda (nella foto) poco più di 4mila mq, fu donato come appezzamento di terreno alla parrocchia di San Giovanni Battista negli Anni Cinquanta dal concittadino Massimo Ortolani, proprietario terriero. La donazione era finalizzata al fatto che fosse ricavato un punto di aggregazione per la gioventù e per il catechismo dei bambini. Subito il campetto si trasformò in centro di incontro dei ragazzi di tutta la zona nord del paese, grazie anche all’impegno di don Eugenio Biasi, al tempo giovane sacerdote che seppe dedicare tutta la sua disponibilità pastorale al campetto. Tanto che venne presto denominato il campetto de don Eugenio.
Il campetto negli Anni Sessanta venne chiamato “della Giselda” perché la signora Giselda Menin, diventata custode della struttura parrocchiale, imperversò per quasi trent’anni sulla sua gestione. Prima, sempre su incarico della parrocchia, era stato gestito da due sorelle. Il campetto ospitò per oltre trent’anni, dal 1950 fin quasi al 1985, ragazzi che calciavano e giocavano a pallavolo ed a calcio balilla. Alla fine degli anni Ottanta, quando la Giselda non fu più in grado di vigilare, il campetto fu chiuso e progressivamente perse la presa sul mondo giovanile. Anche per questo la parrocchia decise di cedere la struttura, da qualche anno abbandonata e sotto utilizzata, alla Pia Opera Ciccarelli, che ne ripristinò solo parzialmente le funzionalità. Fu poi oggetto di un accordo che portò alla riduzione dello spazio per il calcio in favore di un parco giochi.
Le sale del campetto inizialmente non ospitarono soltanto giochi ma anche lezioni di catechismo e anche lezioni scolastiche in quanto frequentate nei primi Anni Cinquanta dai ragazzi delle prime classi professionali-industriali e poi da quelli che fruivano del dopo scuola. Del campetto originario sopravvivono i ricordi dei ragazzi lupatotini con più di 50 anni di età e un cimelio. Il cimelio è costituito dalle quattro vecchie pietre che fino a una dozzina di anni fa ornavano, ai lati del terreno da gioco, il campetto. Ora i quattro blocchi di marmo si trovano disposti, a debita distanza l’uno dall’altro, sul percorso pedonale dell’argine dell’Adige. Un lupatotino della terza età, ci ha riferito che le quattro piere, prima di essere al Campeto, costituivano il basamento della croce in pietra che oggi si trova davanti al cimitero e che prima era davanti alle vecchie scuole “Pindemonte”. La croce fu spostata durante i lavori delle Torre dell’acquedotto. (Qui sotto il video realizzato da Franco Piola)
Renzo Gastaldo



