Adelia 91 anni, 2 figli adottati, moglie dell’ex sindaco Menin
Ora dalla piscina dispensa non consigli ma pillole di saggezza
Adelia Bertoli Menin (nella foto in basso e sopra al matrimonio della figlia Arabella) è una tranquilla («Prego precisare: tranquilla ed anziana» interviene lei con l’irrefrenabile carica di ironia che da sempre la contraddistingue) signora over 90 piuttosto conosciuta in paese. Non solo perché è stata per cinque anni moglie del sindaco Giuseppe Menin, ruolo ricoperto con totale sobrietà e senza alcuna ostentazione, ma anche perché è stata madre di due figli adottivi e ora, da super nonna, frequenta giornalmente la piscina dispensando alle signore più giovani non consigli ma pillole di saggezza.
È una metamorfosi da non sottovalutare per una persona combattiva come Adelia abituata a confrontarsi con problematiche ben più serie. «Sono originaria del quartiere di Borgo Roma e la cosa che più ho fissa in mente della mia giovinezza sono in lunghi periodi passati in ospedale nel corso di circa un decennio, per una patologia che mi ha poi impedito di diventare madre. Le altre andavano a ballare, io invece passavo lunghi mesi a curarmi agli Alberoni a Venezia» racconta Adelia. Malata e fisicamente fragile ma bella. Tanto che quando nel 1952 la famiglia Bertoli si trasferisce da Verona a San Giovanni Lupatoto subito i giovanotti del paese se ne accorgono, per primo Giuseppe Menin. La madre di Menin ha una bottega di fruttivendolo in via Garofoli dove Adelia entra un giorno per chiedere una informazione. Quando esce la madre dice a Giuseppe: «È appena uscita una bella ragazza» ottenendo in risposta dal figlio un: «Se lè bela… lè mia!». I due si conoscono nel più classico dei modi. Mentre lei sta passeggiando sul viale pedonale della piazza centrale di San Giovanni le cade il giornale e lui glielo raccoglie. Nasce una storia durata, fra fidanzamento («Ma lui mi ha lasciata e ripresa almeno tre volte» confessa lei) e matrimonio quasi 65 anni. Giuseppe Menin prende Delia in sposa nel 1961 con rito celebrato nel santuario della Madonnina. Lei è di una bellezza splendente e la gente si accalca per ammirarla. I due pensano subito ad una adozione ma c’è il problema dei vincoli di età stabiliti dalla legge. «Ci ha dato una speranza nel 1967 la cosiddetta “Legge Dal Canton” sull’adozione di minori in stato di abbandono» racconta Adelia.
Nel 1970 il sogno da un bambino per lei si avvera quando il Tribunale dei Minori le affida un bambino appena nato e abbandonato dalla mamma. «Ero fuori di me per la contentezza ma dopo quattro mesi la mamma volle riprenderselo e il Tribunale avallò la richiesta. Il mio dolore durò poco in quanto dopo 8 giorni arrivò l’occasione di vederci affidata una bambina appena nata e dopo due anni fu la volta di un maschietto dell’età di 4 anni». Le porte di casa Menin non sono aperte soltanto per i figli ma anche per chi altro ne ha bisogno e così nel 1980 la famiglia ospita per circa 6 mesi due ragazze vietnamite fortunosamente arrivate in Italia con i boat people. Avrà poi ospite per quattro estati un ragazzino proveniente dalla zona di Chernobyl.
Diventa, suo malgrado («Non era la mia più grande ispirazione» sottolinea) anche la first lady di San Giovanni essendo Giuseppe Menin stato eletto sindaco del paese nel 1985. Le sue uscite pubbliche si contano però sulle dita di una mano. Diventa anche assistente medica ed infermiera quando nel 1988, il marito viene colpito da un infarto devastante sulle piste da sci del Bondone. Nel frattemo i figli si sposano e lei diventa nonna (un nipote si è laureato in medicina qualche settimana fa con il massimo dei voti). Poi sono venuti gli anni della palestra, che frequenta ancora abitualmente e da questo pulpito distribuisce le già citate “perle di saggezza”.
Renzo Gastaldo




