Diego Bottacini e Luca Pasini volontari alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026

Due lupatotini tra i volontari delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026

Last Updated: 5 Marzo 2026

Ad una settimana dalla chiusura dell’evento le impressioni di Diego Bottacini e Luca Pasini

Nell’esercito dei volontari che hanno prestato servizio alle olimpiadi di Milano Cortina 2026 c’erano anche due lupatotini: Diego Bottacini e Luca Pasini (nella foto). Abbiamo chiesto a Bottacini e Pasini di raccontarci la loro singolare esperienza. «I percorsi miei e di Luca Pasini sono iniziati singolarmente, ci siamo conosciuti durante un briefing nelle giornate precedenti l’evento. Il nostro essere entrambi cittadini lupatotini ha fatto sì che si creasse fin da subito feeling e unione tra di noi – racconta Bottacini –. Per me tutto è iniziato durante i Giochi Olimpici di Parigi 2024, quando ho deciso di inviare la mia candidatura per prendere parte alla edizione delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Spinto dalla curiosità ho scelto di mettermi in gioco in prima persona. Dopo la candidatura iniziale è arrivato il momento decisivo: un colloquio che ha sancito la conferma ufficiale della mia partecipazione come volontario. Da un’iniziale candidatura di 130mila persone, i volontari scelti sono stati 18mila. Diventare volontario significa essere parte integrante di un meccanismo complesso, fatto di organizzazione, coordinamento e spirito di squadra e l’occasione per collaborare con altri volontari di Stati e culture diverse».

Bottacini e Pasini entrano poi nei dettagli del ruolo svolto: «Il nostro compito iniziale durante le prove del venerdì è stato quello di accompagnare il cordone di atleti verso l’Arena, garantendo ordine e supporto logistico. Successivamente siamo stati coinvolti come comparse durante la sfilata fino al palco principale all’interno dell’anfiteatro. È stata un’esperienza coinvolgente: la musica, le luci e l’energia del pubblico creavano un’atmosfera incomparabile. La sensazione era quella di vivere qualcosa di unico e irripetibile».

E continuano: «La domenica, giornata ufficiale di chiusura dei Giochi, ha rappresentato il culmine di questa esperienza. Nel pomeriggio ci siamo dedicati all’accoglienza e all’assistenza degli spettatori, fornendo informazioni e aiutando le persone a orientarsi. Durante la cerimonia di chiusura abbiamo affiancato gli atleti, seguendoli nella sfilata che li avrebbe condotti all’interno dell’Arena. In quel momento si percepiva un misto di orgoglio e soddisfazione. Gli atleti celebravano la fine di un percorso straordinario, mentre noi volontari condividevamo la consapevolezza di aver contribuito, nel nostro piccolo, alla riuscita di un evento di portata mondiale».

Quale è stato il momento che vi ha emozionato di più? «Un momento particolarmente emozionante è stato poter condividere un saluto, una foto o anche una semplice stretta di mano con gli atleti che avevamo seguito in maniera appassionata in Tv durante le ultime due settimane. Essere volontario alle Olimpiadi significa entrare a far parte di una comunità internazionale unita dai valori dello sport, del rispetto e della collaborazione. Ogni momento è stato un tassello di un’esperienza che porteremo con noi per sempre: sapere di aver contribuito, anche dietro le quinte, alla magia di quei giorni è stato motivo di grande orgoglio».

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