Molassa: le radici da conservare
Il Comitato chiede di salvaguardare un pezzo importante della storia locale
I superstiti del Comitato “Molassa” sono stufi di promesse non mantenute e chiedono con decisione che si intervenga per salvare quello che resta delle due molasse ex cartiera e custodirlo in un luogo protetto dai vandali, come potrebbe essere il magazzino comunale, dai writers e dalle intemperie fino alla definitiva collocazione in una piazza, l’interno della futura lottizzazione Saifecs, intitolata alla cartiera o alla Molassa stessa. «Quello è un pezzo importante della storia industriale di San Giovanni, l’unica testimonianza rimasta di una fabbrica che era arrivata ad avere circa 1000 dipendenti e che ha contribuito al benessere di migliaia di famiglie lupatotine» racconta oggi Renato Ferrarese, 81 anni di cui 42 trascorsi al lavoro nella fabbrica cartaria (lo stabilimento, sorto nel 1926, ha cessato l’attività circa 25 anni fa), che ha cominciato come segretario del Comitato e ora ne è presidente.
«Nei quasi 25 anni passati dalla cessazione dell’attività della fabbrica, come Comitato Molassa abbiamo avuto una serie di incontri con i sindaci e con le proprietà dell’area Saifecs che si sono sono nel tempo succeduti, segnalando a tutti il problema delle molasse e chiedendo di intervenire per preservarle dando attuazione al nostro progetto-suggerimento» spiega ancora Ferrarese. «Abbiamo illustrato il valore affettivo e anche storico di questo vecchio attrezzo, diventato oramai un cimelio – continua Ferrarese –. Tutti gli interlocutori ai quali abbiamo spiegato il nostro intento, sia l’amministrazione comunale sia i privati proprietari dell’area, ci hanno detto “idea bella e giusta, iniziativa lodevole” ma alle parole nessuno ha fatto seguire i fatti” segnala il presidente del Comitato che si batte per il “salvataggio” della vecchia molassa. Insomma tante rassicurazioni, tante parole, mille bla-bla-bla ma zero fatti susseguenti di spostamento o sistemazione delle vecchie mole» stigmatizza Ferrarese.
La “molassa” è la macina in pietra che la storica cartiera di San Giovanni Lupatoto Saifecs utilizzava per triturare il materiale grezzo (cellulosa e carta) destinato alla produzione di cartone. A stabilimento cartario chiuso, tutti in paese concordavano sulla scelta di mantenerla come simbolo al centro dell’area ex Saifecs oggetto di un profondo piano di riqualificazione urbana previsto dall’amministrazione Gastaldello. A comunicarlo era stato nell’agosto 2023 fu lo stesso sindaco con una nota: «L’Amministrazione che rappresento intende ricordare, grazie alla valorizzazione delle macine rimaste in loco, l’originaria destinazione industriale dell’area della cartiera. Con i proprietari è già stata espressa tale intenzione, che ha trovato immediata accoglienza». Il primo cittadino di San Giovanni Lupatoto si era impegnato con il Comitato Molassa a valorizzare l’antica macina che doveva essere collocata al centro di un parco verde, a memoria di quella che fu una delle più grandi realtà industriali lupatotine. Ricordiamo che per l’ambito Saifecs il consiglio comunale ha già dato una prima approvazione al progetto che prevede la realizzazione di 85mila metri cubi di fabbricati di cui 67.500 saranno a uso residenziale (circa 200 appartamenti distribuiti su 9 edifici con altezza variabile tra i 4 e i 6 piani) e 17.500 saranno a destinazione commerciale (5mila mq di cui 2500 andranno al nuovo supermercato e 2500 a negozi tra cui la farmacia comunale). I posti auto pubblici saranno 300 e la superficie a verde pubblico sarà di circa 25mila metri quadrati.
In cambio di questa nuova volumetria realizzata dal privato, l’amministrazione comunale otterrà come beneficio pubblico pagato dal proponente 4,4 milioni di euro così articolati: 600mila saranno il costo della nuova farmacia (consegnata finita chiavi in mano al Comune), poco più di 600mila è il valore dell’area di 12.500 mq da adibire a parco pubblico, 1,766 milioni di euro è il valore delle opere di urbanizzazione secondaria ed extra standard, 978mila è la monetizzazione del mancato acquisto dell’attuale fabbricato Lidl di via Foscolo.
Renzo Gastaldo




