Don Leone compirebbe 100 anni e il “Cuore del Buon Pastore” 55

Don Leone compirebbe 100 anni e il “Cuore del Buon Pastore” 55

Last Updated: 19 Agosto 2026

L’iniziativa benefica ideata dall’indimenticato parroco lupatotino

Esattamente 55 anni fa, il “Cuore del Buon Pastore” cominciò a pulsare mettendo in atto la sua prima iniziativa benefica. Ideato da don Leone Porra (nella foto), sacerdote e parroco della parrocchia del Buon Pastore (nella foto accanto al titolo), che il 22 agosto prossimo compirebbe 100 anni (ma è scomparso nel marzo 2022) negli anni successivi in cui funzionò, portò a termine una serie di altri interventi spot a favore di persone indigenti o comunque in stato di difficoltà. Luisa Meroni che con il marito Adino ha seguito da vicino le vicende di don Leone, racconta come è nato “Il Cuore del Buon Pastore”.

«Era il 29 giugno 1971 mio marito ed io stavamo tornando da una passeggiata e Adino mi chiese di fermarci da un suo amico che non stava bene. Acconsentii malvolentieri, non volevo rattristarmi la giornata, ma andammo da questo amico e conobbi Gastone Seghetto, padre di due ragazzini di 16 e 10 anni» ricostruisce Luisa. «In questa famiglia incontrai il dolore, la paura del presente e dell’avvenire, Gastone aveva una gravissima disfunzione cardiaca. Se non si fosse intervenuti chirurgicamente con la massima urgenza avrebbe avuto un breve futuro. C’erano però due grossi problemi da superare: l’intervento doveva essere eseguito a Cleveland negli Stati Uniti e occorrevano 6 milioni di lire per viaggio e intervento. Noi due, 25 e 26 anni, potrei dire ragazzetti, rimanemmo sconvolti nell’apprendere questa notizia: un papà doveva morire perché non poteva permettersi la spesa che gli avrebbe salvato la vita» continua Meroni.

«Il giorno successivo, era mercoledì, andai da don Leone, mio parroco, e lo misi al corrente di tutto, Gastone non era un parrocchiano del Buon Pastore ma don Leone pensò subito al giovane papà che doveva crescere i suoi bambini. Alla Messa della domenica, siamo al 4 luglio, parlò di Gastone che doveva morire perché non poteva curarsi. Prima di sera furono raccolti un milione e mezzo di lire. Il lunedì partì per Roma a cercare aiuto per il biglietto aereo. Cercando il Ministero si trovò nelle vicinanze dell’Ambasciata Americana e chiese informazione ad una signora, probabilmente don Leone aveva un aspetto disperato perché la signora gli chiese cosa gli era successo e lui spiegò il motivo del suo viaggio a Roma e perché cercava il Ministero dei trasporti. La signora era Pauline Samoska, ufficiale sanitario dell’Ambasciata Usa e collaboratrice della moglie dell’ambasciatore» prosegue Luisa. «Da qui si aprirono tutte le porte, era il 7 luglio 1971, un povero prete di provincia pieno di debiti per la costruzione della sua chiesa è riuscito a muovere mezzo mondo per puro amore, bontà e carità. Il Ministero procurò i biglietti aerei Milano-Cleveland offerti dalla Compagnia Israeliana EL AL, l’Ambasciatrice si mise in contatto con l’Ospedale di Cleveland per programmare l’intervento».

E continua: «Il prof. Donald Effler della Cleveland Clinic rispose di aver dato incarico al prof. Gallucci della Clinica Chirurgica di Padova per l’intervento da eseguire al cuore di Gastone Seghetto, ritenendolo all’altezza di operare in quanto il prof. Gallucci per cinque anni aveva lavorato presso la sua clinica e il viaggio sarebbe stato pesante per il Seghetto. Lo stesso fu operato entro meno di un mese e sopravvisse vent’anni» conclude Luisa Meroni. Grazie al “Cuore del Buon Pastore” e a don Leone.

Renzo Gastaldo

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