Altri Posti in Piedi, San Giovanni Lupatoto. Da sinistra, Noemi Valentini, Marco Pomari e Davide Colombini

Cinema Teatro Astra: che passione!

Last Updated: 16 Dicembre 2025

Nostra intervista al direttore artistico Marco Pomari che racconta come è nata Altri Posti in Piedi

Abbiamo incontrato Marco Pomari (al centro nella foto tra Noemi Valentini e Davide Colombini), direttore artistico di Altri Posti in Piedi e del Cinema Teatro Astra per scoprire la storia di un progetto che appartiene alla città. Altri Posti in Piedi è nata a San Giovanni Lupatoto 13 anni fa, da un piccolo gruppo di giovani. Oggi è diventata un centro culturale che coinvolge centinaia di persone, tra allievi, insegnanti, volontari e professionisti.

– Se dovesse raccontare come è nata Altri Posti in Piedi, da dove partirebbe?

«Da un palco. Quello del Cinema Teatro Astra. Era il 2013 quando abbiamo avviato il primo corso per bambini, con appena ventisette iscritti. E ancor prima, con un gruppo di scapestrati giovani che ha creduto nel mio primo testo: “Dov’è?” debuttando con una platea piena e anche qualche “posto in piedi”. Nel 2015, abbiamo ristrutturato la sala sopra il teatro, e ora scuola conta oltre 350 iscritti e 26 corsi. Vorrei citare mia moglie, Valentina De Togni che ne ha ideato il nome e assieme a me l’ha gestita e custodita con amore in questi anni».

– Chi sono le persone che hanno condiviso questo percorso con lei?

«Fin dall’inizio c’è stata Laura Gaspari, poi sono arrivate Barbara Lombana e Isabella Di Lavello.
La svolta è arrivata quando si sono uniti Noemi Valentini e Davide Colombini, due compagni di viaggio con cui ho trovato equilibrio e sintonia. Noemi ha portato entusiasmo e creatività, Davide rigore e visione organizzativa».

– Oggi gestite anche la Rassegna Teatro San Giovanni…

«Sì. Quando Ugo Massella mi ha affidato la direzione della rassegna Teatro San Giovanni ho sentito tutto il peso e l’onore di raccogliere un’eredità importante, 34 anni di storia. Abbiamo deciso di mantenere lo spirito della rassegna, creando però anche nostre produzioni. Poco dopo è arrivata anche la gestione completa del Cinema Teatro Astra. In questo percorso la presenza di Guglielmo Soave, fondatore del Cineforum, è stata preziosa e continua a esserne parte viva».

– Le vostre produzioni per famiglie ormai girano tutta Italia. Cosa ha determinato questo salto di qualità?

«Da quando Davide De Togni e Noemi Valentini si sono dedicati con impegno e passione alla produzione teatrale, le nostre opere hanno assunto un’identità nuova, più matura e consapevole. Grazie al loro lavoro le nostre produzioni calcano teatri in tutta Italia e partecipano a importanti festival».

– La rassegna teatrale di prosa è il cuore della stagione. Come si è evoluta in questi anni?

«Siamo alla 39ª edizione e negli ultimi anni la rassegna è cambiata molto. Abbiamo sperimentato, cercato nuovi linguaggi, e oggi sentiamo di aver trovato un equilibrio nuovo. Venite a trovarci, il calendario è molto ricco!».

– Il Cineforum è una presenza storica dell’Astra. Cosa lo rende così speciale?

«Nella 32ª rassegna abbiamo 27 film in programma da ottobre ad aprile e sono più di 600 gli abbonati. Negli ultimi anni abbiamo introdotto anche le proiezioni pomeridiane, molto apprezzate. Forse ciò che lo rende unico è l’atmosfera che si crea. E poi una volta al mese apriamo il dibattito con il pubblico, guidato da Davide Colombini che insieme a Guglielmo Soave e Nicola Moro, visionano e scelgono tutti i film del programma».

– E poi ci sono la Corte dell’Astra e i volontari, un vero cuore pulsante per San Giovanni Lupatoto.

«La Corte dell’Astra è nata nell’estate 2021 con l’obiettivo di riaprire un giardino chiuso da anni. Abbiamo trasformato quel posto, lo abbiamo fatto noi, assieme ai ragazzi volontari, con le nostre mani. 
Proprio per questo attorno alla Corte è cresciuta una rete di novanta volontari che collaborano attivamente non solo negli eventi estivi, ma anche nelle rassegne invernali. 
Un ringraziamento speciale va a don Mauro Bozzola e don Daniele Scandella, che ci hanno sempre sostenuto, riconoscendo nel teatro un luogo di incontro e di valori».

– Ogni anno chiudete la stagione con il Festival del Teatro “Generazioni sul palco”, che quest’anno spegne dieci candeline. Che valore ha per voi?

«È la nostra festa più grande. Per due settimane il teatro si riempie di spettacoli nati dai corsi di bambini, ragazzi, adulti, scuole e associazioni. Lo scorso anno abbiamo portato in scena più di 20 spettacoli, e visto oltre 600 partecipanti alternarsi sul palco. Il Festival è un modo per creare una coscienza collettiva: educare alla bellezza, alla collaborazione, alla responsabilità reciproca. Il sottotitolo Generazioni sul palco racchiude tutto: un incontro tra chi inizia e chi accompagna, un dialogo tra generazioni».

– Cosa la rende più orgoglioso del lavoro fatto finora?

«Credo che il valore più grande stia nel fatto che insieme siamo riusciti a creare un luogo sano e aperto. Il teatro, la scuola, il Cineforum, la Corte, tutto nasce dal desiderio di tenere viva la comunità e offrire alle persone di ogni età un’occasione per mettersi in gioco.
E poi lasciami dire: quando arrivano i tecnici o gli artisti – che siano grandi nomi o giovani compagnie – a dirci quanto si sono sentiti accolti, a ringraziarci per la disponibilità e per gentilezza… ecco lì mi sento orgoglioso del lavoro fatto».

Valerio Locatelli

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