Zevio, Chiarenzi ospedale di comunità
Ristrutturata l’ala Nord-Ovest grazie ad un finanziamento del Pnrr di 3 milioni di euro
Determinante passo del Chiarenzi (nella foto) verso la creazione dell’ospedale di comunità, luogo in cui i cittadini dovrebbero trovare assistenza tutto il giorno e per tutta la settimana. Con un finanziamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza di quasi tre milioni di euro, l’Ulss 9 ha infatti ristrutturato l’ala Nord-Ovest, fronte strada, dell’ex ospedale, nella quale, da pochi giorni, al pianoterra, ha spostato laboratorio analisi, punto prelievi e centro unico di prenotazione. Soddisfatta la sindaca Paola Conti dell’importante primo passo, cui entro il 20 maggio dovrebbe seguire il completamento delle restanti opere previste al piano superiore dell’ala ospedaliera che, a lavori conclusi, sarà gestita dall’Unità sociosanitaria.
«Ora siamo in procinto di concordare con l’Ulss quali servizi collocare negli spazi ristrutturati, sperando di poter aggiungere nuovi servizi a vantaggio dei cittadini» dice Paola Conti, giudicando rilevante l’investimento dell’Ulss. La quale al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni, rimandandole al momento dell’inaugurazione ufficiale in data al momento non definita. La sindaca chiude informando che ancora non è stato concordato con l’Ulss in quale parte del Chiarenzi saranno collocati gli ambulatori dei 12 medici di base operanti nell’ex ospedale.
È il caso di ricordare che la Regione ha deciso che parte degli spazi dell’ex ospedale siano gestiti dalla “9” e parte dal Comune, che li ha ricevuti in comodato d’uso gratuito. La struttura del Chiarenzi, di tipo alberghiero, è piuttosto ampia, tanto che negli anni ’70-’80 del ‘900, quando il nosocomio raggiunse il massimo fulgore, ospitò fino a 400 posti letto. Al Chiarenzi proseguono anche i lavori di ristrutturazione dell’ala ospedaliera assegnata al Comune in comodato d’uso. Li sta portando avanti l’associazione senza scopo di luco Adoch (Ad honorem Chiarenzi) presieduta dal consigliere comunale di minoranza e già assessore regionale Raffaele Bazzoni, grazie al milione di euro reso disponibile dall’associazione Homo, presidente don Gianni Naletto, cappellano del Policlinico di Borgo Roma. Homo è sorta su iniziativa della bergamasca Liliana Villa, scomparsa nel 2018 dopo essersi lungamente spesa per l’assistenza di bambini e anziani. Con 150 mila euro, al momento Adoch ha ammodernato la sala congressi intitolata alla benefattrice dell’ex ospedale Giovanna Coghi, ristrutturato alcuni pavimenti di corridoi, manutentato e abbellito la cappella del Chiarenzi.
Intanto all’ingresso dell’ex ospedale è comparsa la scritta “Distretto 3 pianura veronese”. Sotto, l’elenco dei servizi offerti all’utenza: punto sanità, Cup, punto prelievi, assistenza domiciliare integrata, infermiere di famiglia e comunità, ambulatori pediatrici, guardia medica, ambulatori specialistici, di diagnostica e screening, consultorio famigliare, Centro trasfusionale e dipendenze.
Piero Taddei



