Discarica Ca' Bianca: riesplode la polemica per l'ampliamento previsto

Discarica di Ca’ Bianca: riesplode la polemica

Last Updated: 24 Giugno 2026

Avviamo il nuovo iter regionale per l’ampliamento dell’impianto per rifiuti speciali

Riesplode la polemica intorno alla discarica per rifiuti speciali di Ca’ Bianca (nella foto). A farla deflagrare è la domanda presentata in Regione da Inerteco, la ditta che gestisce l’impianto, volta ad ampliare gli stoccaggi. «Ce ne siamo accorti per caso della richiesta pendente a Venezia per altri 445mila metri cubi di rifiuti» dice il capogruppo di Zevio Bene Comune Enrico Righetto, rompendo il silenzio in cui era avvolta la vicenda. «Ancora una volta si tradiscono le promesse fatte ai cittadini. Il nuovo progetto è mascherato da intervento tecnico di rimodellamento, ma in sostanza prevede quasi 500mila metri cubi in più di rifiuti, volume superiore a qualsiasi ampliamento finora autorizzato. Si tratterebbe di prolungare l’attività della discarica di circa undici anni, quando l’impianto avrebbe dovuto essere già avviato a chiusura. In più, come si evince dalla documentazione presentata in Regione, si sta valutando di costruire in loco un impianto di trattamento del percolato». Continua Righetto: «Zbc e associazioni ambientaliste si sono sempre opposti con determinazione ai precedenti ampliamenti. Ora torniamo a chiedere al Comune, da sempre favorevole alle istanze di Inerteco, che si opponga con ogni mezzo al progetto in itinere, a tutela dei cittadini e della credibilità istituzionale. Anche perché cinque anni fa, concedendo l’ultimo ampliamento, l’amministrazione municipale aveva garantito che sarebbe stato il definitivo».

A rendere più urgente la procedura autorizzativa, sempre secondo l’esponente di Zbc, sarebbero i risultati dei prelievi sulla falda acquifera sottostante la discarica, ripetuti trimestralmente: «A 15-20 metri di profondità si continua a rilevare la presenza di più sostanze inquinanti, Pfas compresi, questi ultimi al centro di crescenti attenzioni perché considerati inquinanti eterni. Perciò l’amministrazione comunale non ha più alibi: non può chiedere ai cittadini di darle fiducia e poi tradire le promesse. Scelga da che parte stare anche la consigliera eletta in maggioranza coi voti di Campagnola», frazione al confine con San Giovanni Lupatoto, vicina alla discarica.

Rincara Raffaele Bazzoni, capogruppo della lista Bazzoni sindaco ed ex assessore regionale: «Si riaprono i giochi dopo che si è sempre ragionato sul chiudere definitivamente la discarica. È chiaro che finora al Comune hanno fatto comodo le importanti entrate derivanti dell’attività di discarica. Tuttavia auspico che quando si terrà la conferenza dei servizi chiamata a valutare la proposta Inerteco il rappresentante del Comune dica no all’ampliamento. Che non succeda come in passato quando si è fatto finta di nulla e che a Venezia non si è presentato alcun delegato dell’amministrazione». Per Bazzoni «Campagnola è stata fortemente penalizzata dalla presenza della discarica, dal collegato inertizzatore, dalla vicinanza con le ferriere di Vallese. In più ci sono dubbi sulla presenza di Pafs nelle falde della zona in cui attinge l’acquedotto comunale. Quindi la frazione ha già fatto il pieno, non necessita di aggiunte».

In una lettera sottoscritta dal presidente Maurizio Malvestio, Legambiente Medio Adige chiede alla sindaca Paola Conti di opporsi a ulteriori aggiunte a Ca’ Bianca. L’associazione ambientalista ricorda che la discarica «ha già subito due ampliamenti per un milione e 550 mila metri cubi, che nel 2022 la Regione ha ritenuto prioritario il riciclo dei rifiuti, che la richiesta di ampliamento in itinere supera qualsiasi maggiorazione deliberata in passato. Insiste Legambiente: «Risorse idriche e salute dei cittadini devono avere priorità assoluta. I duemila residenti di Campagnola hanno diritto a una vita più sostenibile e di qualità».

Pietro Taddei

Attilio Gastaldello: «La salute prima di tutto»

In relazione al progetto di ampliamento e completamento della discarica di rifiuti Ca’ Bianca, l’Amministrazione comunale precisa di aver già affrontato la questione in Giunta nella seduta del 14 aprile 2026, a seguito della comunicazione della Regione Veneto relativa all’avvio del procedimento autorizzativo. Dall’esame della documentazione trasmessa, l’Amministrazione ha ritenuto che l’ipotesi di ampliamento possa rappresentare una grave criticità per il territorio circostante e per la comunità lupatotina, per i possibili impatti ambientali.

Per questo motivo, la Giunta ha rivolto agli uffici l’indicazione di effettuare ogni azione utile alla tutela del territorio e della salute pubblica. «Su questo tema la posizione dell’Amministrazione è molto chiara: la tutela della salute dei cittadini e del territorio viene prima di tutto – dichiara il sindaco Attilio Gastaldello –. Per questo seguiremo con la massima attenzione ogni fase del procedimento, mettendo in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per evitare pregiudizi ambientali». L’Amministrazione conferma inoltre la volontà di mantenere un confronto costante con gli enti coinvolti e con gli altri Comuni interessati, nella consapevolezza che temi di questa rilevanza richiedono una risposta seria, condivisa e fondata su valutazioni tecniche rigorose. «Su questioni ambientali così delicate non servono polemiche né allarmismi, ma atti concreti e responsabilità amministrativa – conclude il Sindaco –. Il nostro impegno proseguirà con determinazione».

L’Amministrazione comunale di Zevio conferma la propria contrarietà

L’Amministrazione comunale prende atto dell’avvio, da parte della Regione Veneto, del procedimento relativo al nuovo progetto presentato dalla società Inerteco per un ulteriore ampliamento della discarica. La procedura è stata attivata nell’ambito del Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale (Paur), previsto dalla normativa ambientale vigente, e sarà quindi la Regione Veneto l’autorità competente chiamata a svolgere le valutazioni tecniche ed amministrative relative al progetto presentato dalla società.

Il nuovo progetto depositato nei primi mesi del 2026 prevede un ulteriore incremento delle volumetrie della discarica attraverso una nuova sopraelevazione dell’impianto e il completamento della baulatura esistente, nell’ambito di un procedimento che si inserisce nel percorso autorizzativo già interessato negli anni da precedenti interventi e modifiche progettuali. Proprio per questo motivo l’Amministrazione comunale ritiene importante chiarire fin da subito che la posizione resta quella già espressa nel 2021 in occasione del precedente procedimento autorizzativo relativo all’impianto di Ca’ Bianca. In quell’occasione, infatti, il Comune di Zevio aveva chiarito la propria posizione, esprimendo parere favorevole esclusivamente nella prospettiva che quello rappresentasse l’ultimo ampliamento dell’impianto, “finalizzato alla sistemazione finale e definitiva dell’impianto di Cà Bianca”, con tutte le garanzie necessarie sotto il profilo della sicurezza ambientale, della gestione del sito e della successiva fase post-operativa prevista dalla normativa vigente.

Una posizione assunta nella convinzione che il sito dovesse finalmente arrivare ad una chiusura definitiva, attraverso un percorso che prevedeva la successiva gestione post-mortem secondo quanto stabilito dalla normativa vigente ed escludeva ulteriori ampliamenti futuri della discarica. Per il Sindaco Paola Conti e il Comune pertanto, quell’intervento doveva e deve essere considerato l’ultimo ampliamento della discarica, coerentemente con gli impegni e con il percorso conclusivo delineato nel precedente procedimento autorizzativo. L’Ente ribadisce quindi che il parere favorevole espresso nel 2021 era strettamente legato al carattere conclusivo dell’intervento autorizzato, da cui ne consegue la propria contrarietà ad un qualsiasi ulteriore ampliamento. L’Amministrazione seguirà tutte le fasi dell’iter regionale mantenendo alta l’attenzione.

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