Fibrillazione atriale. Che cos’è? È pericolosa?
Risponde la dott.ssa Giulia Costola, degli Ambulatori specialistici Agorà Medical
La fibrillazione atriale è un’aritmia, una condizione caratterizzata da un’irregolarità del battito cardiaco. È l’aritmia più diffusa e la sua frequenza aumenta con l’avanzare dell’età. La fibrillazione atriale può presentarsi e fermarsi (spontaneamente o con una terapia) oppure essere sempre presente. Di per sé non è una condizione pericolosa per la vita, tuttavia può generare due tipi di problemi: il primo sono dei sintomi per il paziente, che possono essere batticuore o sensazione di battito irregolare, affaticabilità, mancanza di fiato, dolore al petto.
Il secondo problema è una delle sue complicanze: l’ictus cerebrale. Questo perché nella camera del cuore da cui origina l’aritmia si verifica un rallentamento di sangue che favorisce la formazione di trombi, questi possono lasciare il cuore ed arrivare ai vasi che irrorano il cervello, causando l’ictus. In molti casi di fibrillazione atriale non ci sono sintomi e questo ritarda la diagnosi ed aumenta il rischio di ictus. Quando questa aritmia è dovuta a fattori di rischio come sovrappeso, sedentarietà o altre patologie concomitanti è prevenibile attraverso uno stile di vita sano e tenendo controllate condizioni come ipertensione arteriosa o diabete.
Il cardiologo può sospettare la fibrillazione atriale con la visita, ma la diagnosi si effettua attraverso l’elettrocardiogramma. Ci sono anche strumenti per rilevare l’aritmia in caso il sospetto sia forte ma non ci sia evidenza di fibrillazione atriale durante la visita. La terapia è volta a due aspetti: ridurre al minimo il rischio di ictus, e per questo si usano gli anticoagulanti (rendono il sangue più fluido per evitare la formazione di trombi), e risolvere i sintomi al paziente. Per questo ci sono molte opzioni, sia farmacologiche che attraverso delle procedure. La terapia più adeguata è proposta dal cardiologo ed è personalizzata in base alle caratteristiche e necessità del paziente. (Nella foto la dott.ssa Giulia Costola)
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